Passa ai contenuti principali

Giovanni Franzoni

Se n’è andato Giovanni Franzoni, uno di quei sacerdoti che a Roma, come Enzo Mazzi a Firenze, negli anni Settanta propugnarono un modo diverso di fare chiesa, imperniandola non su burocratiche gerarchie ma sugli ultimi, sui diseredati della Terra, come aveva insegnato qualcuno venti secoli fa e come da tempo non accadeva più. A cominciare dalla messa, che decisero di intendere in altro modo, non più come rito gerarchico ma come assemblea. E per questo furono sospesi “a divinis”, e poi ridotti allo stato laicale.

Oggi il modo migliore di ricordarlo è forse quello di riflettere sulle parole che lui ha scritto sulla morte: “Molti ancora si rappresentano la morte come un evento tremendo nelle mani di un Dio creatore e signore, giustiziere e punitore di quanti non riconoscono la sua sovranità assoluta. La morte è rappresentata come un essere estraneo, cavalcante un destriero scheletrico e agitante una falce con la quale uccide i viventi e li sottopone al Dio giudice; ma questa visione mitica della morte viene oggi da molti onestamente rifiutata, a favore, invece, di una rappresentazione del morire come un fatto insito, fin dalla nascita del vivente, nella stessa sua origine e nella sua crescita”.

Commenti

Post popolari in questo blog

La presentazione di BASE CENTRALE a Roma

 

Prima dell'ultimo metrò

Ma í ra (i nomi sono di fantasia, le storie sono vere) è una donna brasiliana, ha trent’anni. Fin da subito si mostra aggressiva, aspra, nei miei confronti. Mi chiedo perché è così ostile, mentre invece sembra ben integrata in una classe in cui peraltro si lavora bene, non si sviluppano particolari contrasti. Nei compiti in classe commette gli errori tipici di chi è di lingua portoghese e cerca di scrivere in italiano, glieli faccio notare, lei mi risponde con frasi strane, tipo: “Prof, tu non capisci. Tu non vuoi capire!”. Si va avanti così per un mese. Finché capita il compleanno di una sua compagna, lei porta i dolci, a fine ora si brinda, seppure non con l’alcol ma con l’acqua gassata; si scherza. Allora Ma í ra mi si avvicina, mi dice: “Prof, io ti odiavo perché tu il primo giorno ci hai detto che sei calabrese. Ed io, appena venuta in Italia, ho conosciuto un uomo, ho creduto alle sue promesse, me ne sono innamorata. Poi lui mi ha portato dove aveva casa, in Calabria. Ma era ge...

Capoverso on line - Anticipazione

                                              L'ESERCITO CHE VIENE DA LONTANO                                                 Dalla Cina: l'arte, l'artigianato, la poesia Che la cultura cinese sia sempre più presente nella vita italiana è un dato di fatto. e rappresenta anzi un passaggio che, ormai quasi inavvertitamente, rientra nelle nostre abitudini quotidiane. Quando si vogliono acquistare tante cose di uso comune un po' fastidiose da cercare, sai che le troverai tutte, e a prezzo buono, al grande emporio  cinese. Se vuoi una serata un po' diversa con la tua fidanzata, sai che il ristorante cinese te la offre facilmente. Ma poi devi anche fare i conti con la squadra di calcio, che è ormai di proprietà cinese. Ecco che a questo punto cominci...