Passa ai contenuti principali

Il papa e la sinistra


Dai migranti che vengono considerati come fastidiose cavallette di cui liberarsi con l’insetticida, ai poveri che molti sindaci trattano come una impresentabile bruttura che danneggia l’immagine del centro storico; dalle donne che sono tornate proprietà privata del maschio da brutalizzare in roghi casalinghi quando si ribellano, ai disoccupati che ci fanno aumentare le tasse con la loro assurda pretesa di ottenere dallo Stato sussidi e cure mediche. In un ventunesimo secolo che in fatto di diritti sociali segna un arretramento rispetto al quale il Novecento riluce come un antico tempo felice, l’unica voce che in Italia si sta ergendo forte a difesa degli ultimi e dei diseredati della Terra è quella del papa.
A sentirlo parlare, i vari Renzi e D’Alema, Franceschini e Bersani, Letta e Gentiloni lì per lì hanno gioito: se ci sta il papa a fare la sinistra, si son detti, noi possiamo farci gli affari nostri in santa pace.

Il guaio per loro è che questo papa prende maledettamente sul serio il Vangelo. Che fra l’altro dice “il mio regno non è di questo mondo”. E dunque per loro non c’è niente da fare: Francesco non accetterà mai di fare il leader politico, e la latitanza della sinistra resterà clamorosa e devastante.

Commenti

CICCIO DE ROSE ha detto…
bRAVO E LUCIDO COME SEMPRE , CARO FRANCO...GRAZIE . CICCIO DE ROSE
Anonimo ha detto…
Grazie Franco, come al solito, sei in grado di farci riflettere e meno male che c'è Papa Francesco a darci la speranza! Ah il Vangelo! Mi ricorda quello di Pasolini e la sua vicinanza a Papa Giovanni XXIII

Post popolari in questo blog

La presentazione di BASE CENTRALE a Roma

 

Prima dell'ultimo metrò

Ma í ra (i nomi sono di fantasia, le storie sono vere) è una donna brasiliana, ha trent’anni. Fin da subito si mostra aggressiva, aspra, nei miei confronti. Mi chiedo perché è così ostile, mentre invece sembra ben integrata in una classe in cui peraltro si lavora bene, non si sviluppano particolari contrasti. Nei compiti in classe commette gli errori tipici di chi è di lingua portoghese e cerca di scrivere in italiano, glieli faccio notare, lei mi risponde con frasi strane, tipo: “Prof, tu non capisci. Tu non vuoi capire!”. Si va avanti così per un mese. Finché capita il compleanno di una sua compagna, lei porta i dolci, a fine ora si brinda, seppure non con l’alcol ma con l’acqua gassata; si scherza. Allora Ma í ra mi si avvicina, mi dice: “Prof, io ti odiavo perché tu il primo giorno ci hai detto che sei calabrese. Ed io, appena venuta in Italia, ho conosciuto un uomo, ho creduto alle sue promesse, me ne sono innamorata. Poi lui mi ha portato dove aveva casa, in Calabria. Ma era ge...

La caduta del cielo

Questa è una recensione di poesia. Ma non è un libro di poesia. Sentitelo un po’. “ Quando infine gli xapiri rivelano la loro voce, la nostra paura svanisce, e persino coricati nella polvere proviamo un’intensa euforia!” E ancora: “Una volta che tutti gli xapiri si sono susseguiti nel canto e che il loro padre li ha imitati, per ultimo arriva lo spirito della sera Weyaweyari, di modo che il lavoro degli spiriti finisca e il loro padre possa smettere di divenire altro. Allora, tutti gli xapiri fanno ritorno nel petto del cielo con i loro specchi portandosi dietro tuti i magnifici canti di cui sono tanto gelosi.” Lui è Davi Kopenawa, portavoce dell’Amazzonia brasiliana, sciamano e leader amerindo. Il libro lo ha scritto insieme a Bruce Albert, antropologo. “Gli spiriti delle donne delle acque la adornano di mazzi di piume e gli spiriti dell’annatto la spalmano di tintura vermiglia. Gli spiriti cervo e giaguaro leccano i suoi occhi e il suo petto con le loro lingue ruvide....